Perché il Movimento 5 stelle È di destra

Corrado Guzzanti come gerarca Barbagli in Fascisti su Marte

Comico fascista

Nella mia esperienza, chi dice di essere “né di destra né di sinistra” o peggio che “destra e sinistra non esistono” quasi sempre è di destra. Il M5s non sfugge a questa regola.

Usando l’accetta di Wu Ming, diciamo che la sinistra vede la società come intrinsecamente divisa da interessi contrapposti: ricchi/poveri. borghesia/proletariato, uomini/donne, capitale/lavoro, sviluppo/ambiente. Queste divisioni, qualunque si elegga fra esse come principale nella propria analisi particolare, sono comunque interne, strutturali, endogene.

La destra invece racconta di una condizione ideale, edenica primordiale come la “tradizione”  dei fascisti o utopistica futura come le “magnifiche sorti del mercato libero” dei neoliberisti, condizione corrotta od ostacolata da forze estranee, esterne ma infiltrate all’interno. Di volta in volta possono essere il complotto giudaico, quello giudopippoplutomassonico, gli immigrati, i sindacati, i lacci e lacciuoli, il capitalismo finanziario d’oltreoceano, i comunisti o la casta. Non esiste un nemico “interno”  generato dalle contraddizioni interne del sistema: se è all’interno, è perché si è infiltrato tra noi.

Tale è la visione trasmessa dal M5S (da Grillo-Casaleggio): esiste una “Casta” che è espressione non della società che l’ha eletta, ma di interessi “altri” (Germania, Europa delle banche, capitalismo finanziario internazionale, massoneria ecc. ecc. ecc.). Di fronte all’evidente contraddizione per cui la “casta” è stata effettivamente votata ed eletta (e proviene) da quello stesso popolo che essa opprime, si fa in genere entrare in gioco il tema dei “media asserviti”, che è una variante di quello dell'”infiltrato”.

Questa visione è di estrema penetranza, perché è semplice, consolatoria ed autoassolutoria.
Se il male è altrove, io ne sono automaticamente fuori, e tutta la faccenda è molto semplice: qui-buoni/lì-cattivi.

E’ in fondo una variante del “pensiero magico” descritto da Eco in “Dalla periferia dell’impero“.

Il Bene e il Male generano se stessi e vengono da due direzioni diverse. Se qualcuno cerca di mostrarmi i collegamenti fra gli eventi, prima o poi nel giro di queste connessioni mi troverò coinvolta anch’io, io che invece sono così chiaramente dalla parte del Bene. E allora chi sono coloro che cercano di porre collegamenti? sono coloro che vogliono giustificare il male (qui si gioca inconsciamente sul doppio senso di “giustificare”, che non vuol dire necessariamente “assolvere” ma anche “spiegare”) e se vogliono giustificarlo è perché vi sono compromessi, quindi complici.

Non appare casuale che in rete nella prosa polemica dei grillini ci sia una sovrabbondanza del pronome “voi”, arruolando d’ufficio il pensiero critico nel “complotto” della casta.

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