Sinistra e destra, classi sociali

 

Questo articolo vuole dare una possibile risposta a due domande:

  • esistono ancora le cassi sociali?
  • cosa è “sinistra”?

La prima mi venne posta anni fa in un forum, e la seconda è fin troppo attuale.

Partiamo da questo diagramma:

famiglie-imprese

Diagramma famiglie – imprese

Qui “famiglia” e “impresa” vanno intese in senso ampio. “Famiglia” può essere il single come la famiglia allargata a tre generazioni, “Impresa” va dall’immigrato che vende occhiali da sole per strada alla grande multinazionale.
Le frecce indicano il passaggio di valore fra i due poli. Questo passaggio avviene attraverso tre “canali”: lavoro-salario, merci-prezzi, capitale-rendita. Di questi tre canali, quello merci-prezzi è in pratica il mercato, e per ora non ci interessa.
Nel canale lavoro-salario, per “salario” si intende qualsiasi forma di compenso, non solo lo “stipendio fisso”: prestazioni occasionali, parcelle da partite IVA di professionisti o precari eccetera. Lo stesso in capitale-rendita, “rendita” si intende in modo ampio: dal dividendo azionario al guadagno del piccolo commerciante.

Esistono le classi sociali? E come si può decidere l’appartenenza di qualcuno a una classe?

Sì, esistono, nonostante la confutazione (molto strumentale) che varie auctoritates economiche hanno fatto negli ultimi decenni.
Una volta si diceva: la borghesia è la classe proprietaria dei mezzi di produzione (capitale), il proletariato è la classe proprietaria solo della propria forza-lavoro. Ma oggi (perlomeno prima della crisi) anche l’operaio ha la casa di proprietà e due soldi di risparmi investiti, la proprietà dei mezzi di produzione è distribuita attraverso l’azionariato, ci sono i lavoratori “atipici” (ad esempio io) che possiedono i propri mezzi di produzione (il computer e il software) ecc. ecc. insomma, non è più così.

Falso.

E’ vero che non esistono più (o son rimasti ben pochi) i padroni col cilindro e l’occhio porcino e gli operai con la tuta e le mani callose, e che abbastanza spesso (perlomeno fino a prima della crisi) un lavoratore riesce a fare un po’ di accumulazione primaria e a investire qualche risparmio, ma questa è solo una sfumatura superficiale.

L’elemento discriminante è un semplice calcolo: data una qualsiasi persona, quanta parte del suo reddito deriva dal salario e quanta dalla rendita?

Chiunque abbia due soldi in banca o investiti in un fondo percepisce un interesse, che per quanto piccolo sia è comunque una rendita da capitale, ma quanto è grande rispetto al contributo del salario?

Facciamo un esempio a spanne. Mettiamo che io abbia un salario di 18.000€ all’anno e che in dieci o vent’anni  accumuli un anno di salario e lo investa a un interesse del 5%, che mi rende 900€ all’anno. Significa che io sono per il 95% proletario e per il 5% borghese(1). Direi che ce n’è abbastanza per definirmi proletario.
D’altronde, pure Bill Gates, ad esempio, percepirà un salario come CEO della Microsoft, ma dubito molto che questo sia più alto dei dividendi del suo pacchetto azionario!(2)
E, tanto per chiarezza, “capitale” non è solo “soldi”, è in generale “mezzi di produzione”: capannoni, macchine, materie prime che non vengono certo acquisiti senza denaro.

Veniamo alla seconda domanda: che cos’è “sinistra”.

Ora, la cosa interessante è che tutte le frecce che escono da “imprese” (salario e rendita) derivano dalla freccia in entrata “prezzi”. In altre parole, i soldi che escono come salario o rendita entrano prima come ricavo della vendita di merci e servizi.

Il punto è: quanto va dalla parte “salario” e quanto dalla parte “rendita”.

La sinistra è quindi quella fazione che vuole far aumentare la parte “salario” a scapito della parte “rendita”, ovvero che, nella lotta fra proletario e borghese per questa divisione sta dalla parte del proletario.

E non si può essere equidistanti (come un famoso partito che si autodefinisce di centro-sinistra) in questo conflitto, perché nella nostra società il capitale parte con un vantaggio incalcolabile di forza rispetto al lavoro, e in uno scontro disuguale, essere “equidistanti” significa automaticamente mettersi dalla parte del più forte.

Note

  1. Per la precisione per il 4,76% e il 95,23%. Evitate di credervi dei geni confutando i calcoli.
  2. So benissimo che l’esempio non è attuale, Gates non è più CEO della Microsoft. Cercatevi da soli esempi più attuali se volete.

Post scriptum

Commenti e critiche sono richiesti e graditi, ma avverto prima che NON accetterò critiche come:

  • “Marx non è più attuale/è superato/è sconfitto dalla Storia”. Leggetevi qualcosa di critcia marxista recente prima di parlare. Se volete vi do’ un titolo o due.
  • “E allora il comunismo in Russia?”. Non rompete le scatole con un sistema criticato dalla sinistra già dal ’69.
  • “E LE FOIBE?” vaffanculo.
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