Matzix. Perché “Neo” è una parola greca.

L’Altra Europa con Tsipras.
Perché un mondo senza sfruttamento e violenza, senza frontiere e confini E’ POSSIBILE.
Dipenderà da noi.

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Fascismo e bipensiero

ImagePrima Pagina su Radio3 di stamattina. Articolo sul Tempo, titolo: “La prossima volta ci scappa il morto”. Nel corso dell’articolo i manifestanti vengono definiti “animali”.

Abbiamo da una parte la classica disumanizzazione dell’avversario, dall’altra un titolo che in questo contesto potremmo definire una profezia auto-avverantesi. In sintesi, il tutto appare a metà fra l’avvertimento mafioso e la minaccia fascista.

Fra le telefonate degli ascoltatori, due o tre elogiano Renzi e il suo “fare”, di cui vengono portati come prova i famosi 80 euro. Non uno degli ascoltatori appare sfiorato dall’informazione, diffusa abbondantemente, che di quegli 80, con le nuove tasse, nella migliore delle ipotesi resterà in tasca sì e no qualche spicciolo. Per tacere della mistica fascista del “fare”.

Nel frattempo Renzi dice: “La sinistra che non cambia diventa destra”. La mistificazione secondo cui la sinistra non avrebbe nella su essenza il progresso della giustizia sociale, ma il cambiamento purchessia è voluta. Tutta l’operazione è uno stravolgimento del significato delle parole. Orwell docet.

Ma non c’è da stupirsi, una buona percentuale degli italiani (wired buon ultimo dà il 30%, ma sospetto che pecchi di ottimismo) non è in grado di interpretare la realtà (e le affermazioni di Renzi) al di là di un livello puramente elementare.

Ri-Costruiamo il partito della Sinistra.

Ricevo da Fanio Giannetto nella ML di Liberacittadinanza, e volentieri pubblico.

Questa piazza chiede un partito che sta dalla parte dei lavoratori. Ri-Costruiamo il partito della Sinistra.

LandiniSulPalco

Fiom, Landini: “Servono cassa integrazione e reddito di cittadinanza”

Il segretario generale della Fiom: ”I governi Berlusconi e Monti hanno fatto disastri, ora bisogna portare la costituzione italiana in Europa. Non l’europa in Italia”
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Servire il popolare

La cronaca politica mostra una realtà tanto evidente quanto sgradevole: abbiamo un governo democristiano.
Facendo un parallelo storico, un governo pentapartito a guida democristiana con l’appoggio del PCI.

Questa considerazione porta direttamente a un’altra: il PD, a tutti gli effetti, è la nuova DC. E proseguendo nella catena delle considerazioni logiche possiamo azzardare un bilancio della strategia iniziata da Occhetto nel 1991 e portata a termine da Veltroni nel 2007. Continua a leggere

A quanti sono contenti.

CosternazioneA quanti sono contenti di questo governo, che non si sia votato Rodotà, che si sia dimostrata la giustezza della loro intransigenza, che alla fine anche i più “ribelli” votino la fiducia a Letta allineati e coperti, a tutti questi io non ho più nulla da dire.

A quanti hanno difeso il rifiuto di Rodotà, l’intransigenza del M5S, e ora guardano attoniti e sgomenti Letta e Alfano giurare, voglio girare il coltello nella piaga.

La prospettiva ora è un governo “politico” di lacrime e sangue a vantaggio del capitale, di tentativi di riforme ributtanti insieme a mafiosi e fascisti, di repressione feroce in piazza, di media orwelliani.
Il tutto, finché a Berlusconi farà comodo. Quando più gli converrà, rovescerà il tavolo, vincerà le elezioni e si farà eleggere presidente della repubblica. Continua a leggere

Perché il Movimento 5 stelle È di destra

Corrado Guzzanti come gerarca Barbagli in Fascisti su Marte

Comico fascista

Nella mia esperienza, chi dice di essere “né di destra né di sinistra” o peggio che “destra e sinistra non esistono” quasi sempre è di destra. Il M5s non sfugge a questa regola.

Usando l’accetta di Wu Ming, diciamo che la sinistra vede la società come intrinsecamente divisa da interessi contrapposti: ricchi/poveri. borghesia/proletariato, uomini/donne, capitale/lavoro, sviluppo/ambiente. Queste divisioni, qualunque si elegga fra esse come principale nella propria analisi particolare, sono comunque interne, strutturali, endogene.

La destra invece racconta di una condizione ideale, edenica primordiale come la “tradizione”  dei fascisti o utopistica futura come le “magnifiche sorti del mercato libero” dei neoliberisti, condizione corrotta od ostacolata da forze estranee, esterne ma infiltrate all’interno. Di volta in volta possono essere il complotto giudaico, quello giudopippoplutomassonico, gli immigrati, i sindacati, i lacci e lacciuoli, il capitalismo finanziario d’oltreoceano, i comunisti o la casta. Non esiste un nemico “interno”  generato dalle contraddizioni interne del sistema: se è all’interno, è perché si è infiltrato tra noi.

Tale è la visione trasmessa dal M5S (da Grillo-Casaleggio): esiste una “Casta” che è espressione non della società che l’ha eletta, ma di interessi “altri” (Germania, Europa delle banche, capitalismo finanziario internazionale, massoneria ecc. ecc. ecc.). Di fronte all’evidente contraddizione per cui la “casta” è stata effettivamente votata ed eletta (e proviene) da quello stesso popolo che essa opprime, si fa in genere entrare in gioco il tema dei “media asserviti”, che è una variante di quello dell'”infiltrato”.

Questa visione è di estrema penetranza, perché è semplice, consolatoria ed autoassolutoria.
Se il male è altrove, io ne sono automaticamente fuori, e tutta la faccenda è molto semplice: qui-buoni/lì-cattivi.

E’ in fondo una variante del “pensiero magico” descritto da Eco in “Dalla periferia dell’impero“.

Il Bene e il Male generano se stessi e vengono da due direzioni diverse. Se qualcuno cerca di mostrarmi i collegamenti fra gli eventi, prima o poi nel giro di queste connessioni mi troverò coinvolta anch’io, io che invece sono così chiaramente dalla parte del Bene. E allora chi sono coloro che cercano di porre collegamenti? sono coloro che vogliono giustificare il male (qui si gioca inconsciamente sul doppio senso di “giustificare”, che non vuol dire necessariamente “assolvere” ma anche “spiegare”) e se vogliono giustificarlo è perché vi sono compromessi, quindi complici.

Non appare casuale che in rete nella prosa polemica dei grillini ci sia una sovrabbondanza del pronome “voi”, arruolando d’ufficio il pensiero critico nel “complotto” della casta.